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Fabrizio Ceccato  //  

May 31 / 12:37pm

Capire il tedesco

Venerdì scorso ho terminato un corso di lingua tedesca per principianti (Grundstufe A1), non sono ancora in grado di conversare ma, mi sono convinto ulteriormente che anche la lingua possa condizionare il modo di pensare delle persone.
Avevo avuto un primo conforto a questa strampalata teoria con il cinese mandarino, l'esempio principale è l'assenza delle parole "si" e "no", che può spiegare il motivo per cui, per un cinese, una domanda chiusa può avere ben poco senso.

La prima cosa che mi ha colpito della lingua tedesca è la rigidissima struttura della frase, il verbo occupa sempre la seconda posizione nella sua parte flessa e l'ultima, formando la cosiddetta parentesi verbale (Verbalklammer). Nulla di più evocativo della rigidità da sempre attribuita ai teutonici.

Poi ci sono moltissimi verbi, che descrivono dettagliatamente l'azione o lo stato, tra i modali esiste perfino un verbo (sollen) che esprime il dovere riferito (il medico mi ha detto che non devo fumare). Qui il parallelo con la germanica precisione viene naturale.

Personalmente ho sempre considerato quello tedesco un popolo dotato di un enorme senso pratico, tanto che riescono a soddisfare il loro desiderio di precisione lessicale con strumenti relativamente semplici. Infatti nella lingua tedesca, pur essendovi numerosi sostantivi, in caso di necessità, cioè se già non esiste una parola precisa, la si compone utilizzando parole più semplici che fuse assieme arrivano a creare mostri come: Donaudampfschiffahrtselektrizitätenhauptbetriebswerkbauunterbeamtengesellschaft

Fortunatamente ve ne sono altre più corte ma decisamente più esilaranti come guanto (=mano+scarpa), lampadina (=pera+incandescente) o rubinetto (=gallo+acqua).

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Mar 21 / 2:19pm

Infortuni sul lavoro

Stern Hu è il responsabile della filiale di Shanghai di Rio Tinto, gruppo austro-britannico tra i maggiori estrattori di minerali strategici quali bauxite, uranio, ferro.
Dal 5 luglio 2009 è detenuto assieme a tre colleghi cinesi (Stern Hu è cittadino australiano) dalle autorità cinesi allo scopo di convincere il suo datore di lavoro a concedere uno extra sconto sulle forniture di acciaio.


Stern Hu (foto Reuters)


Max Göldi è il general manager della filiale libica di ABB, colosso elvetico-svedese leader nella produzione di tecnologia per l'energia e l'automazione industriale.
Dal 22 febbraio scorso è di nuovo in carcere, dopo aver trascorso 19 mesi da recluso nell'ambasciata svizzera a Tripoli. Il motivo formale del suo arresto riguarda una violazione sul visto d'ingresso in Libia, in realtà Max Göldi è l'incolpevole vittima di un braccio di ferro diplomatico tra la famiglia Gheddafi e la Confederazione dopo l'arresto, avvenuto a Ginevra nel 2008, di Hannibal Gheddafi e della moglie accusati di aver picchiato due inservienti.


Max Göldi (foto Keystone)


Tragiche e paradossali, queste storie riguardano paesi che non hanno molto rispetto della vita e della libertà dei loro stessi cittadini.
Ho però appena letto qui che Credit Suisse starebbe seriamente limitando le trasferte dei suoi private bankers in Germania, teme che possano essere arrestati per istigazione all'evasione fiscale.
Mala tempora currunt...

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Feb 3 / 7:49am

Uccidere il drago

Davvero impressionanti le ultime mosse del governo Obama nei confronti della Cina, dopo gli infruttuosi inchini, il Presidente del cambiamento passa decisamente alle maniere forti.
La strategia è cambiata radicalmente rispetto alla mera "flessione dei bicipiti" esibita dal predecessore.
Si comincia con Google e il suo nuovo approccio alla Cina, poi la vendita di moderni sistemi anti-missile a Taiwan e l'annuncio di un prossimo incontro con il Dalai Lama dopo quello mancato lo scorso autunno, sembrano le prime mosse di un'apertura molto aggressiva sulla scacchiera della politica mondiale.   

L'obiettivo mi pare chiaro, colpire il cuore del drago, il motore che ha permesso alla Cina di ottenere tassi di crescita del PIL a due cifre per un ventennio, gentilmente offerti dai capitalisti-nemici-del-popolo.

Si chiama processing trade, il sistema che, assieme alla tax holiday (ora non più disponibile), ha spinto moltissime imprese straniere ad investire nel regno di mezzo, costruendo fabbriche ed assumendo operai ed impiegati cinesi.
Il meccanismo è davvero semplice (le incombenze burocratiche a cui badare invece sono notevoli): sono esentate da imposta sul valore aggiunto e dazi le merci importate nel territorio cinese al fine di essere trasformate e quindi riesportate.
Giusto per chiarezza, in Italia, le merci che per qualsiasi motivo entrano nel territorio, pagano immediatamente l'IVA, oltre agli oneri doganali ed eventuali dazi, se poi con queste merci viene realizzato un prodotto che poi si esporta (non imponibile ex art 8 DPR 633/1972) ci rimane un bel credito che il belpaese non rimborsa sicuramente in tempi rapidi.

Grazie al processing trade, il governo cinese ha fatto costruire agli stranieri le infrastrutture industriali di cui aveva necessità, facendo leva sulla notevole offerta di manodopera a basso costo e di terreni su cui edificare, rendendo convenienti anche le produzioni che, per carenza di fornitura locale, richiedono l'importazione di componenti e semilavorati dall'estero.

Dov'è il nesso? Sta nella notizia delle minacciate sanzioni che andrebbero a colpire le aziende produttrici degli armamenti forniti a Taiwan. Se veramente la Cina vuole cominciare una guerra commerciale, in un momento in cui gli interscambi stentano a riprendere quota, dovrà fare i conti con le contromisure protezionistiche dei suoi migliori clienti, giustificate pure dalla disoccupazione rampante dei paesi più ricchi.

Sono curioso di conoscere la prossima mossa del dragone cinese, potrebbe muovere il cavallo se la domanda interna fosse così robusta da sostenere tutto il peso della crescita cinese, ma potrebbe anche scegliere un meno spavaldo arrocco. 

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Jan 18 / 1:27am

venti dieci

Provo per la seconda volta ad azzardare qualche previsione sull'anno appena iniziato, questa volta non è stato facile, infatti ci ho messo un po' troppo.

Politica italica: le elezioni regionali di primavera saranno un altro passo verso l'estremizzazione della politica, a destra la lega vincerà molto largamente in Piemonte e Veneto, a sinistra si  confermerà il declino del piddì a favore del partito di Di Pietro.
Alla luce di ciò PDL e PD capiranno che la loro debolezza sta all'interno delle rispettive coalizioni e cominceranno i soliti rituali di corteggiamento al centro.
Nello specifico mi gioco Piemonte, Veneto, Lombardia sicuramente al centro-destra; Toscana, Puglia, Liguria, Umbria, Marche sicuramente al centro-sinistra. Lazio, Calabria ed Emilia Romagna incerte al centro-destra; Campania, Puglia e Basilicata incerte al centro-sinistra.

Politica internazionale: Hugo Chavez, a causa dell'inasprita e perdurante crisi economica del Venezuela, perderà il supporto delle classi più povere, vincerà comunque le elezioni ma, da li in poi comincerà il suo lento declino.

Economia internazionale: la Cina è oramai diventata il nemico economico numero uno, nel 2010 il "resto del mondo" proverà a frenarne la crescita (pensando così di aumentare la propria) con ogni mezzo: tariffe "ecologiche" sulla merce che si presume venga prodotta con processi inquinanti, manovre concertate per ottenere la rivalutazione del Renminbi, riconoscimenti e visibilità per i dissidenti cinesi e per il Dalai Lama.

Fiat: la gestione di Chrisler non funzionerà come previsto, il governo Statunitense deciderà di affiancare a Fiat un partner americano, Marchionne (memore dell'esperienza Daimler) proverà a farsi pagare un'indennità per l'indebita intrusione.

Poca roba lo so, andrà meglio il prossimo anno...

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Sep 11 / 2:17pm

Lo stimolo cinese all'uso dei mezzi pubblici

I miei colleghi oltremuraglia mi informano che anche a Ningbo (città considerata di "terza fascia") sono stati inaugurati i cantieri per la costruzione della metropolitana.
Si tratta di un investimento incluso nel mega stimolo economico varato dal governo alla fine del 2008, anche se la richiesta era stata avanzata precedentemente e tenuta in disparte, pare, per il timore di surriscaldare troppo la dinamica dei prezzi.
La fine dei lavori è prevista nel 2014, nel frattempo non si perdono in chiacchere ed hanno già demolito lo Jo-Jo Bridge (Ponte 99), un mastodontico sovrappasso pedonale su uno degli incroci più caotici della città, mi mancherà...


Traffico Ningbonese visto dal (fu) JoJo Bridge.

Il progetto complessivo prevede ben 6 linee, che collegheranno anche le aree più periferiche della città (incluso il porto e l'aeroporto).



Il primo stralcio del progetto prevede due linee, speriamo facciano correggere la bozza della mappa scritta in chinglish :)



Effettivamente il traffico rappresenta un bel problema per l'impero di mezzo ed il potenziamento del trasporto pubblico mi sembra un ottimo investimento per ridare fiato all'economia (che nel frattempo, pare stia già ripartendo).
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Jun 30 / 9:49am

Contrordine cyber-compagni!

Il ministero cinese dell'industria e dell'information technology ha sospeso a tempo indeterminato la legge con cui si imponeva l'installazione del famigerato "Green Dam" (ufficialemente un filtro software contro pornografia e violenza) in ogni personal computer venduto in Cina dal primo luglio.
Ne da notizia l'agenzia di stampa Xinhua, senza scendere nei particolari, come invece fanno il Washington Post e l'ottimo China Law Blog, che convengono sul fatto che l'opinione negativa dei cittadini digitali d'oltre muraglia sia stata ascoltata ai piani alti del partito unico.
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May 20 / 1:12am

Tutti gli ambasciatori del Presidente

Il giorno dopo il mio compleanno, Barack Obama ha nominato, dopo quasi 5 mesi dalle dimissioni del predecessore, il nuovo ambasciatore statunitense in Cina: Jon Huntsman.


Leggendo la biografia dell'ex governatore repubblicano dello Utah, si capisce che la scelta è stata attentamente ponderata e che le relazioni con la Cina rappresentano un capitolo importante nell'agenda del presidente degli Stati Uniti d'America.

All'appello degli ambasciatori del Presidente manca ancora il successore di Kristen Silverberg, vedremo se l'Unione Europea costituisce un capitolo altrettanto importante nell'agenda dell'uomo più potente del pianeta.

P.S. ma l'ambasciatore Riccardo Sessa lo parlerà il cinese?
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Nov 27 / 6:36am

Marketing Cinese

E' la prima volta che mi capita di ricevere una email che cerca di screditare un fornitore, ovviamente arriva da oltre muraglia.
Ecco il testo, ho tolto solo i riferimenti al fornitore in questione:

 

Pls check the service from XYZ. You should check the business licence of its XYZ office 1st .The firm can't serve you well as the poor staff and the very high charge.

 

You can get the help from local firm with favourable price and more professional service on booking review etc.

 

The only dominance of XYZ is English, but to your company,it's not a problem.

 

Actually, XYZ office has no licence ,it's an illegal office, it often subcontract the service to the 3rd party such as XYZ.

 

Hope you have a good business.

 

Ovviamente può trattarsi di un concorrente particolarmente sfrontato (che magari si presenterà tra poco) come di un ex dipendente in cerca di vendetta...
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Nov 11 / 12:50pm

La Cina cambia... l'IVA

Mi ha sempre incuriosito il fatto che in Cina, l'imposta sul valore aggiunto fosse indetraibile nel caso di acquisto di beni strumentali.
E' difficile comprenderne la ratio, eppure le aziende cinesi che acquistano un macchinario, devono aggiungere l'imposta (17%) al valore del bene stesso iscritto a bilancio, con una conseguente doppia imposizione temporanea (non vorrei sbagliarmi ma sulla quota di costo rinviata ai futuri esercizi pesa la quota di IVA indetraibile che non deduco dal reddito dell'esercizio).
Tutto questo però cambierà nel 2009, visto che la tanto attesa riforma dell'IVA tra le varie novità include appunto la detraibilità dell'imposta per l'acquisto di beni strumentali.
Chi non si è annoiato a morte fino ad ora, può leggersi qualcosa di più sul sito del ministero delle finanaze oltre muraglia :)
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Oct 3 / 8:41am

Echelon in salsa di soia

Leggo su Lost Laowai che tutte le conversazioni di testo che passano da Skype versione Cinese, vengono intercettate e registrate.
Nulla di nuovo, la censura digitale cinese è ben nota, però la difesa di Skype apparsa sul blog aziendale a firma del Presidente Josh Silverman appare deboluccia.
La solita solfa del si sa come vanno le cose in Cina e se vuoi accedere allo sterminato mercato oltre muraglia rispetti le regole oppure ciccia:
It is common knowledge that censorship does exist in China and that the Chinese government has been monitoring communications in and out of the country for many years. This, in fact, is true for all forms of communication such as emails, fixed and mobile phone calls, and instant messaging between people within China and between China and other countries. TOM, like every other communications service provider operating in China, has an obligation to be compliant if they are to be able to operate in China at all.
Però un avviso agli utilizzatori va sempre fatto, e non generico come quello che riporta Josh:
In April 2006, Skype publicly disclosed that TOM operated a text filter that blocked certain words in chat messages, and it also said that if the message is found unsuitable for displaying, it is simply discarded and not displayed or transmitted anywhere. It was our understanding that it was not TOM's protocol to upload and store chat messages with certain keywords, and we are now inquiring with TOM to find out why the protocol changed. 
Io mica lo sapevo che usando il mio Skype in italiano (o inglese) per chattare con amici e colleghi cinesi sarei stato spiato, alla faccia di tutti gli algoritmi di criptazione.
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