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Fabrizio Ceccato  //  

Aug 10 / 10:46am

Viele Grüße

Ho provato a 'suonare' una vuvuzela. Ora, i polmoni dei tifosi sud africani godono di tutta la mia ammirazione.

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May 31 / 12:37pm

Capire il tedesco

Venerdì scorso ho terminato un corso di lingua tedesca per principianti (Grundstufe A1), non sono ancora in grado di conversare ma, mi sono convinto ulteriormente che anche la lingua possa condizionare il modo di pensare delle persone.
Avevo avuto un primo conforto a questa strampalata teoria con il cinese mandarino, l'esempio principale è l'assenza delle parole "si" e "no", che può spiegare il motivo per cui, per un cinese, una domanda chiusa può avere ben poco senso.

La prima cosa che mi ha colpito della lingua tedesca è la rigidissima struttura della frase, il verbo occupa sempre la seconda posizione nella sua parte flessa e l'ultima, formando la cosiddetta parentesi verbale (Verbalklammer). Nulla di più evocativo della rigidità da sempre attribuita ai teutonici.

Poi ci sono moltissimi verbi, che descrivono dettagliatamente l'azione o lo stato, tra i modali esiste perfino un verbo (sollen) che esprime il dovere riferito (il medico mi ha detto che non devo fumare). Qui il parallelo con la germanica precisione viene naturale.

Personalmente ho sempre considerato quello tedesco un popolo dotato di un enorme senso pratico, tanto che riescono a soddisfare il loro desiderio di precisione lessicale con strumenti relativamente semplici. Infatti nella lingua tedesca, pur essendovi numerosi sostantivi, in caso di necessità, cioè se già non esiste una parola precisa, la si compone utilizzando parole più semplici che fuse assieme arrivano a creare mostri come: Donaudampfschiffahrtselektrizitätenhauptbetriebswerkbauunterbeamtengesellschaft

Fortunatamente ve ne sono altre più corte ma decisamente più esilaranti come guanto (=mano+scarpa), lampadina (=pera+incandescente) o rubinetto (=gallo+acqua).

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Mar 21 / 2:19pm

Infortuni sul lavoro

Stern Hu è il responsabile della filiale di Shanghai di Rio Tinto, gruppo austro-britannico tra i maggiori estrattori di minerali strategici quali bauxite, uranio, ferro.
Dal 5 luglio 2009 è detenuto assieme a tre colleghi cinesi (Stern Hu è cittadino australiano) dalle autorità cinesi allo scopo di convincere il suo datore di lavoro a concedere uno extra sconto sulle forniture di acciaio.


Stern Hu (foto Reuters)


Max Göldi è il general manager della filiale libica di ABB, colosso elvetico-svedese leader nella produzione di tecnologia per l'energia e l'automazione industriale.
Dal 22 febbraio scorso è di nuovo in carcere, dopo aver trascorso 19 mesi da recluso nell'ambasciata svizzera a Tripoli. Il motivo formale del suo arresto riguarda una violazione sul visto d'ingresso in Libia, in realtà Max Göldi è l'incolpevole vittima di un braccio di ferro diplomatico tra la famiglia Gheddafi e la Confederazione dopo l'arresto, avvenuto a Ginevra nel 2008, di Hannibal Gheddafi e della moglie accusati di aver picchiato due inservienti.


Max Göldi (foto Keystone)


Tragiche e paradossali, queste storie riguardano paesi che non hanno molto rispetto della vita e della libertà dei loro stessi cittadini.
Ho però appena letto qui che Credit Suisse starebbe seriamente limitando le trasferte dei suoi private bankers in Germania, teme che possano essere arrestati per istigazione all'evasione fiscale.
Mala tempora currunt...

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Feb 24 / 9:04am

Anzianità vs. Vecchiaia

Uno dei motivi, se non il motivo, per cui i tedeschi sarebbero riluttanti ad aiutare la Grecia ad uscire da un eventuale bancarotta, è rappresentato, secondo l'economist, dalla forte differenza tra i rispettivi requisiti minimi per accedere alla pensione di anzianità (57 anni per i Greci contro i 65 necessari ai Teutonici).



Ho trovato questa interessante tabella elaborata dall'OCSE [originale qui] nella quale si legge che dal 2002 al 2007, i Greci pur potendo smettere di lavorare a 57 anni (58 riporta l'OCSE) hanno in media continuato fino ai 62,4 (maschi) e 60,9 (femmine) mentre i Tedeschi nonostante dovessero lavorare fino a 65 anni sono riusciti a smettere prima, rispettivamente a 62,1 i maschi e 61 le femmine.
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