8th November 2008
Ieri sera sono stato alla conferenza di
Roger Abravanel all'Università di Padova.
Molto interessanti i suoi interventi e notevole la sua capacità di condensare decine di concetti in poche e chiarissime parole.
Tanto che, a mio parere, gli altri oratori ne sono usciti maluccio a causa dell'inevitabile confronto, in particolare il più giovane, Sergio Farioli (Engineering & Manufacturing Director di Luxottica) che non ha saputo resistere ad usare termini inglesi facilmente traducibili quali:
slide,
wholesale,
retail,
posizione stretch,
amici dell'eiciar (inteso come risorse umane),
simple&fast,
corporate social responsibility (che poteva anche starci se non lo avesse pronunciato malissimo).
La cosa su cui ho riflettuto di più tornando a casa in bicicletta è il messaggio già chiaro nel libro ma ancora più cristallino nelle parole di Roger Abravanel: meritocrazia è uguaglianza, è pari opportunità, è il vero segreto delle società evolute, che alcuni chiamano però consumistiche o capitaliste o imperialiste, non capendo che l'uguaglianza imposta (quella marxiana per capirci) non può funzionare.
Poi ho pensato a Michael Moore e ai suoi proseliti (su LA 7 andava in onda Farenheit 9/11 nel giorno delle elezioni americane) che rimangono convinti che Cuba sia un paese più giusto degli Stati Uniti d'America, però festeggiano l'elezione di Barack Obama.