ceccato.info http://www.ceccato.info Il blog di Fabrizio Ceccato posterous.com Tue, 24 Jan 2012 07:42:12 -0800 Burloni su Linkedin http://www.ceccato.info/burloni-su-linkedin http://www.ceccato.info/burloni-su-linkedin
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Wed, 11 Jan 2012 13:38:39 -0800 L'articolo 18 e la giusta causa http://www.ceccato.info/larticolo-18-e-la-giusta-causa http://www.ceccato.info/larticolo-18-e-la-giusta-causa
Come molti lavoratori dipendenti sapranno, anche le aziende con più di 15 dipendenti licenziano, nonostante l'esistenza dell'articolo 18 e l'obbligo di reintegro serve principalmente a spostare verso l'alto l'asticella dell'indennità pecuniaria che si negozia con l'aiuto del delegato sindacale.

Non sono certo che tutti sappiano che nel caso in cui il datore di lavoro non corrisponda lo stipendio, la legge non ammette che ci si possa giustamente assentare dal lavoro (non mi paghi? e io non vengo più a lavorare!), in questo caso il lavoratore risulterebbe assente ingiustificato e pertanto passibile di procedimento disciplinare.
Il mancato pagamento della retribuzione è ovviamente riconosciuto quale giusta causa di recesso dal contratto di lavoro (art. 2119 del Codice Civile), ma dopo quanto tempo il ritardo nel pagamento dello stipendio diviene giusta causa di dimissioni? E' sufficiente una settimana? Quindici giorni? Un anno?

La legge (Statuto, CCNL, Codice Civile) non dice nulla in proposito, pertanto ci si affida alla giurisprudenza maggioritaria che ha individuato in due (2) mesi il ritardo necessario a configurare l'inadempienza contrattuale quale giusta causa di recesso.

Inoltre, sino all'emanazione della circolare n. 97 del 2003, l'INPS negava l'iscrizione alle liste di mobilità ai lavoratori che si fossero dimessi per giusta causa, anche in questo caso è dovuta intervenire la giurisprudenza con la sentenza della Corte Costituzionale n. 269 del 17-24 giugno 2002.

Mi domando per quale motivo le organizzazioni sindacali ed alcuni partiti politici vadano in escandescenza ogni qual volta viene ventilata l'ipotesi di abrogare il famigerato articolo 18 mentre non si preoccupano di far legiferare in merito al ritardo oltre il quale al lavoratore è data la possibilità di dimettersi per giusta causa.

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Mon, 12 Dec 2011 13:48:15 -0800 Chiudere la stalla quando il parco buoi è già scappato http://www.ceccato.info/chiudere-la-stalla-quando-il-parco-buoi-e-gia http://www.ceccato.info/chiudere-la-stalla-quando-il-parco-buoi-e-gia

La decisione di David Cameron mi sembra coerente con la recente politica britannica e pure con le inclinazioni eurofobe del suo elettorato (e non solo il suo).

A ben vedere, il primo ministro britannico non aveva alternative praticabili, Londra è il maggiore centro finanziario d'Europa e sottostare ai diktat franco-tedeschi in materia finanziaria equivarrebbe a rinunciare ad una delle principali fonti di ricchezza del Paese.

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Epperò potrebbe essere troppo tardi, come dimostra questo articolo del FT, l'esodo dei gruppi hi-tech dalla City verso la Grande Mela è già iniziato e cresce l'interesse per le borse asiatiche (chiedere ad esempio al gruppo Prada). Del resto, dovendo principalmente fornire capitali, i mercati più appetiti sono quelli maggiormente liquidi e con l'Europa sull'orlo di un credit crunch l'isola rischia di realizzare in maniera dolorosa di non essere né abbastanza grande, né abbastanza isolata dal continente.

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Mon, 21 Nov 2011 08:31:57 -0800 Comunicare le sconfitte http://www.ceccato.info/comunicare-le-sconfitte http://www.ceccato.info/comunicare-le-sconfitte

In coda al mio post sulla chiusura di Uannabe, scrivevo: «Sono invece un po' perplesso dalla scarsa comunicazione di H-Farm, in particolare quando le start-up non riescono a spiccare il volo ma vengono, giustamente, chiuse. Credo che comunicare anche le sconfitte sia molto importante per chi di mestiere scommette sulle idee».
A due settimane dalla chiusura, sul sito di H-Farm non c'è alcuna comunicazione in merito, nella pagina che elenca le aziende incubate invece, sul logo di Uannabe è stata aggiunta un'etichetta recante la scritta "write-off" (svalutato/cancellato in termini contabili) ma ancora non si trova alcun commento nella scheda dell'azienda.

Uanna

Nel frattempo un breve articolo della Tribuna di Treviso ripropone la notizia e riporta la dichiarazione ottenuta, immagino al telefono, direttamente da H-Farm:
«Il momento era poco propizio e le aziende che cercano candidati hanno ristretto i budget facendo venire meno i profitti», fanno sapere da H-Farm, struttura all'interno della quale sono stati fatti rientrare i 5 addetti impiegati in Uannabe.

Decisamente scarno come comunicato, buono per una qualsiasi delle molte start-up della scuderia di Riccardo Donadon. Volendo fare uno sforzo di decrittazione, pare che il punto debole del progetto sia stato il timing - il momento era poco propizio - pertanto possiamo desumere che tutto il resto fosse stato pianificato e messo in pratica correttamente. Peccato! Se veramente è stato sbagliato solo il timing (ma di questi tempi non si dovrebbe iniziare un bel nulla), è un vero peccato che si sia chiusa così repentinamente l'avventura di Uannabe.

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Sat, 19 Nov 2011 07:41:12 -0800 Ca' Foscari Alumni, finalmente! http://www.ceccato.info/ca-foscari-alumni-finalmente http://www.ceccato.info/ca-foscari-alumni-finalmente

Dopo troppi anni di attesa anche la mia Università decide di creare un'associazione di ex studenti degna di questo nome.

Forse il logo non è bellissimo ma, date le premesse, credo che tutto il resto non potrà che essere molto buono, per noi alumni e per Ca' Foscari.

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Mon, 07 Nov 2011 08:22:00 -0800 Uannabe chiude http://www.ceccato.info/uannabe-chiude http://www.ceccato.info/uannabe-chiude
Ha da poco compiuto due anni e già chiude Uannabe (senza nemmeno uscire dalla versione beta), il portale per la ricerca di lavoro incubato da H-Farm Ventures.
L'ultimo aggiornamento del blog aziendale risale al 22 aprile 2011 e l'ultimo tweet viene "esalato" pochi giorni dopo ma, già dal novembre 2010, Filippo Canesso (l'ideatore e frontman dell'azienda) aveva lasciato, come si può leggere sul suo profilo Linkedin.
L'innovativa video-risposta non è stata sufficiente a far decollare la start-up, probabilmente il periodo in cui è stata avviata non era il più propizio e sicuramente i ben piazzati concorrenti non sono rimasti a guardare.

Ho usato qualche volta Uannabe ed ho risposto (senza alcun riscontro peraltro) inviando la mia impacciata video-risposta, a mio parere la maggiore debolezza è stata l'esiguità degli annunci presenti nel portale, un fattore determinante per chi è alla ricerca di un lavoro.
Non vale la pena spendere energie per ricopiare il proprio curriculum nell'ennesimo sito se vi si trovano pochi annunci, se anche lo sforzo viene compiuto alla lunga il sito non viene nemmeno più visitato.

Mi spiace per chi ci ha creduto e ci ha lavorato e magari ha consentito a qualche candidato di trovare un lavoro, un sincero in bocca al lupo!

Sono invece un po' perplesso dalla scarsa comunicazione di H-Farm, in particolare quando le start-up non riescono a spiccare il volo ma vengono, giustamente, chiuse. Credo che comunicare anche le sconfitte sia molto importante per chi di mestiere scommette sulle idee.

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Fri, 04 Nov 2011 08:57:38 -0700 Il pianto del fiscalista http://www.ceccato.info/il-pianto-del-fiscalista http://www.ceccato.info/il-pianto-del-fiscalista E' consuetudine, tra i fiscalisti, invitare a convegno le società clienti almeno una volta l'anno, per illustrare le novità normative.
A tutte quelle a cui ho sin qui partecipato, l'apertura viene dedicata al dileggio del legislatore (più spesso il Governo decretante) che infarcisce leggi e decreti di controsensi e strafalcioni.
Fino allo scorso anno, il dileggio era accompagnato da un sorriso sornione del fiscalista di turno, un chiaro segnale che gli strafalcioni avrebbero quasi sicuramente consentito alla categoria di fornire migliori servigi ai clienti.
Questa settimana invece il dileggio era triste, astioso e dimesso. Non c'è quasi nulla di chiaro, tranne la confusione, nei tre decreti (sviluppo, manovra correttiva e manovra di ferragosto) che hanno riempito le pagine dei quotidiani questa estate.
Ed in attesa delle circolari interpretative anche i fiscalisti piangono.

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Thu, 08 Sep 2011 03:04:00 -0700 La crisi aumenta gli iscritti? http://www.ceccato.info/la-crisi-aumenta-gli-iscritti http://www.ceccato.info/la-crisi-aumenta-gli-iscritti
La crisi ha incrementato le iscrizioni ai sindacati? L'incertezza o la paura generata dalla stagnante situazione economica hanno spinto qualche lavoratore in più dei soliti a prendere la tessera?
A leggere frettolosamente i dati pubblicati dalle maggiori sigle sindacali sembra di no, il numero di iscritti alle organizzazioni sindacali cresce poco ma cresce oramai da molti anni.
Gfx
Negli ultimi due anni però i posti di lavoro persi sono stati centinaia di migliaia, per cui la seppur modesta crescita degli iscritti dovrebbe suggerire che, tra chi continua a lavorare, è aumentato il numero degli iscritti alle organizzazioni sindacali.
Avevo voglia di verificare questa ipotesi e fortunatamente sia CGIL che CISL mettono a disposizione i dati degli iscritti per categoria, questa informazione è fondamentale considerando che (la notizia è oramai di dominio pubblico) la categoria più rappresentata dai sindacati è quella dei pensionati, in pratica circa la metà degli iscritti di CGIL e CISL sono ex lavoratori.
Non è probabilmente notizia altrettanto nota ma, la seconda categoria di iscritti alle organizzazioni sindacali più numerosa dopo i pensionati è quella dei lavoratori della funzione pubblica, lavoratori che non hanno perso il lavoro in questi anni e vanno quindi esclusi dall'analisi. Istat fornisce il dato necessario per il confronto, il numero di lavoratori dipendenti.
Tab
Nonostante la diminuzione di 336mila unità negli ultimi due anni, i lavoratori dipendenti sono aumentati di circa un milione negli ultimi sei, sinceramente il dato mi stupisce, non avevo notato tutta questa dinamicità nel mercato del lavoro, considerando anche il fatto che di quel milione di posti in più dal 2004 al 2010, il 72% sono a tempo indeterminato.
La risposta alle mie domande è dunque affermativa, gli iscritti "depurati" da pensionati e pubblici dipendenti, sono aumentati ad un tasso mediamente doppio rispetto a quello con cui è aumentato il totale degli iscritti dei due maggiori sindacati italiani.
Nel 2009 il tasso di crescita degli iscritti "depurati" è stato più che doppio rispetto al totale, dei circa 61mila nuovi iscritti, 63mila non erano né pensionati né dipendenti della funzione pubblica (diminuiti quindi di circa 2mila unità).
Nel 2010 questa differenza passa a circa 5 volte (+0,21% di nuovi iscritti totali rispetto ad un +0,97%) e mentre il totale dei nuovi iscritti ammonta a circa 22mila i nuovi iscritti "depurati" sono circa 42mila!
NOTA: non ho incluso UIL in quanto fornisce i dati disaggregati per categoria solo dal 2007. Dal computo andrebbero depurati anche i disoccupati (la CGIL tessera anche chi non lavora) e i transfrontalieri ma essendo numeri modesti e non avendo troppo tempo a disposizione, non l'ho fatto. Se a qualcuno interessano i numeri che si trovano in questo post, li può scaricare qui.  

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Tue, 09 Aug 2011 02:34:29 -0700 I cercatori di lavoratori http://www.ceccato.info/i-cercatori-di-lavoratori http://www.ceccato.info/i-cercatori-di-lavoratori Ho attraversato mesi impegnativi sotto il profilo professionale, durante i quali ho profuso parecchie energie alla ricerca di una nuova occupazione. Durante questo intenso periodo di colloqui, telefonate, e riscritture del curriculum, ho accumulato qualche considerazione sulle società di selezione e sui cambiamenti che questa professione sta attraversando, il blog mi pare il posto giusto per condividerle.

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Per molti si tratta di un'ovvietà, in quanto riguarda l'inesorabile risalita delle multinazionali della somministrazione (le agenzie interinali per capirci) che, dopo aver monopolizzato il collocamento della parte bassa della piramide dei lavoratori, ovvero delle professionalità meno pagate, si sono rapidamente spostate verso gli impiegati, i capi ufficio, i capi reparto e quadri intermedi e non necessariamente per concludere contratti di somministrazione. 

Personalmente nutrivo delle perplessità sulle agenzie interinali, ai miei occhi il loro lavoro di ricerca e selezione appariva la versione industriale di un lavoro che mi ero sempre immaginato come quello di un artigiano. Molte ricerche condotte parallelamente, scarsa specializzazione dei selezionatori, troppa fretta nella gestione dell'iter di selezione, erano il motivo per cui cercavo di preferire le offerte proposte dalle società di mera selezione, convinto che le due tipologie di aziende seguissero tipologie differenti di aziende e offrissero posizioni differenti.

Non saprei dire con esattezza da quando, ma ora so con certezza che l'isolamento, di cui hanno goduto per anni le grandi e piccole società di pura selezione (da Michael Page in giù per capirci), è definitivamente terminato e i nuovi concorrenti sono veramente agguerriti. Oramai anche aziende di grandi e grandissime dimensioni, che non erano solite affidare la selezione dei "responsabili di funzione" alle agenzie interinali hanno cambiato atteggiamento.

Del resto i nuovi venuti non hanno fatto leva unicamente su ciò che già avevano a disposizione (presenza capillare sul territorio, enormi database di candidati, rapidità di esecuzione e prezzi più bassi) ma si sono strutturati come i vecchi concorrenti, con divisioni e selezionatori dedicati: Permanent Placement (Adecco), Professionals e Search & Selection (Randstad), Experis (Manpower) e via di questo passo.

Insomma, se siete alla ricerca di lavoro non fate gli schizzinosi, i cercatori di lavoratori sono cambiati e lavorano anche per voi.

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Sat, 30 Jul 2011 14:26:15 -0700 Correlazione fiscale http://www.ceccato.info/correlazione-fiscale http://www.ceccato.info/correlazione-fiscale

Oggi notavo che numerosi ristoranti, pizzerie e tavole calde preferiscono utilizzare la tristissima tovaglietta di carta al posto della tradizionale tovaglia in tessuto.

Capisco i diversi costi di gestione, la maggiore rapidità nello sbrigare la tavola per il prossimo cliente e magari la volontà di dare al locale un tono meno serioso e impegnato, ma rimane il fatto che la tovaglietta è decisamente triste e fa odiare ancora di più la nostrana e malsana invenzione chiamata coperto.

Qualche giorno fa ho però letto con perplessità e un certo stupore questo articolo, e mi sono domandato se la pervicacia dei guardiani del gettito fiscale possa aver in qualche modo influenzato le scelte di qualche titolare.

Non mi stupirebbe ricevere conferma a questo mio estemporaneo pensiero.

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Tue, 03 May 2011 12:59:21 -0700 Artisti cinesi al Bo http://www.ceccato.info/artisti-cinesi-al-bo http://www.ceccato.info/artisti-cinesi-al-bo Segnalo molto volentieri che, in occasione del secondo anniversario di fondazione dell'Istituto Confucio di Padova, si terrà presso il Cortile Antico del Bo, il giorno 10 maggio, dalle ore 14:00 una grande esibizione di artisti cinesi.

L'ingresso è libero.

Maggiori informazioni.

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Tue, 15 Mar 2011 09:35:55 -0700 Rebranding China http://www.ceccato.info/rebranding-china http://www.ceccato.info/rebranding-china

So poco o nulla di marketing, spesso sono scettico sulla materia, certamente riconosco l'utilità che un buon marchio possiede nel vendere prodotti e servizi, così come riconosco che la pessima reputazione, associata ad un marchio, rende estremamente difficile riguadagnare la stima dei clienti, e questo discorso non vale solo le aziende.
Ad esempio, la qualità intrinseca che si riconosce ai prodotti svizzeri o tedeschi induce a considerare altrettanto eccellenti i servizi pubblici offerti dai medesimi paesi, facendo il ragionamento inverso, un'auto malese o un cellulare venezuelano non ispirano troppa fiducia.
La Cina ha senza dubbio un enorme problema di reputazione, oltre alle ovvie considerazioni politiche, ogni prodotto "made in China" viene ancora visto con scettiscimo in occidente. Pochissimi comprano un frigorifero Haier (realizzato in Italia), mentre tutti bramano un qualsiasi prodotto Apple (rigorosamente realizzato in Cina anche se progettato in California).
Le cose cominciano lentamente a cambiare e ci sono moltissimi esempi in proposito (HTC su tutti), ma le difficoltà del marchio "Cina" sono ben testimoniate dalle numerose acquisizioni di marchi stranieri, come quella di Volvo da parte di Geely.

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Tutto questo soporifero preambolo mi serve per affermare che, a mio modestissimo parere, il famigerato Istituto Confucio non si può riduttivamente considerare come pericoloso megafono della propaganda Maoista, bensì una colossale* operazione di rebranding del marchio Cina nel mercato mondiale.
Ovviamente l'operazione non è semplice da realizzare e convincere con la sola forza della propaganda il resto del mondo di un cambiamento che in realtà non è affatto compiuto non porta lontano. Si tratta però di un primo passo, che implicitamente ammette l'esitenza di un problema di reputazione e non è poca cosa quando si parla di Cina.
Inoltre l'iniziativa pare andare molto bene, l'interesse per l'impero di mezzo non manca di certo, sarà l'esotismo degli ideogrammi o la prospettiva di poter beneficiare in qualche modo delle opportunità offerte dal miracolo economico cinese ma, qui a Padova, i due corsi di per principianti in partenza a Marzo 2011 sono entrambi già al completo!
Sarà che il segreto sta nei prezzi cinesi, 60 euro per un corso da principianti, io ne ho spesi ben 190 per uno di tedesco erogato dalla locale biblioteca, mi fossi rivolto al prestigioso Goethe Institut ne avrei spesi ben più di 500.

Index

* inaugurato nel 2004, in 6 anni apre oltre 300 centri per la diffusione della lingua e della cultura cinese in più di 50 paesi diversi. Nel 2009 eroga 9.000 corsi di lingua cinese a circa 260.000 studenti (il doppio dell'anno precedente).

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Mon, 10 Jan 2011 10:06:51 -0800 Symposio e Rocca di Montemassi http://www.ceccato.info/symposio-e-rocca-di-montemassi http://www.ceccato.info/symposio-e-rocca-di-montemassi Grazie all'influenza riesco finalmente a riportare in rete i miei modesti commenti sui due vini (Symposio e Rocca di Montemassi) che Francesco mi ha gentilmente inviato.

Calici


Si tratta di due tagli bordolesi (dettagli li trovate qui) che in comune hanno solo l'uso dei vitigni tipici dei grand cru di Bordeaux, nei quali traspare chiaramente il carattere dei rispettivi territori (Sicilia per Symposio e Maremma per Rocca di Montemassi).

Anche se nelle intenzioni di Francesco non voleva essere un confronto tra due vini diversissimi, la tentazione è stata troppo forte e la scelta (casuale?) dei diversi millesimi mi ha portato inesorabilmente a fare una degustazione passo-passo.

Visivamente hanno entrambi una notevole concentrazione, Symposio si presenta con un impenetrabile e compatto rosso rubino mentre Rocca di Montemassi vira ancora verso sfumature purpuree forse in virtù del suo anno di giovinezza in più.

Olfattivamente Symposio è un decisamente più potente ed inizialmente meno complesso di Rocca di Montemassi, la frutta rossa molto matura, quasi al limite della maturazione ma non cotta è quasi l'unico protagonista, solo dopo un po' appare qualche nota speziata ed alla fine un nettissimo e godibilissimo sentore di liquirizia. Rocca di Montemassi mi è invece parso molto più intrigante al naso, all'inizio percepisco uno strano (ma molto piacevole) profumo di talco che si apre per far trapelare nette sensazioni fruttate e di spezie dolci. Infilando il naso nel bicchiere dopo un po' appaiono sentori mediterranei, in particolare il rosmarino.

Stecca1


Anche al palato Symposio conferma un peso superiore, molta materia e parecchia morbidezza, peraltro ottimamente bilanciata dalla freschezza che lo mantiene bevibile nonostate un finale che ho trovato un po' dolciastro.
Rocca di Montemassi invece è decisamente più leggiadro, nonostante il mezzo grado alcolico di differenza (14 contro 13,5) è meno concentrato e con un tannino pronunciato ma non fastidioso, intenso e decisamente persistente. Bel vino!

Riccioli


Due vini come questi non temono certo l'abbinamento con la bisteccona sanguinolenta ed ovviamente non li intimorisce nemmeno il truciolo di mais maranello con salsiccia fresca e rosmarino.

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Mon, 22 Nov 2010 10:41:38 -0800 Il crowdsourcing è morto, lunga vita al crowdsourcing http://www.ceccato.info/il-crowdsourcing-e-morto-lunga-vita-al-crowds http://www.ceccato.info/il-crowdsourcing-e-morto-lunga-vita-al-crowds

Se il successo di un'azienda si misura con le critiche ricevute, Tripadvisor è in un vero e proprio stato di grazia.

Ci sono mastini in rete che osservano e segnalano, altri che dichiarano apertamente tutto il loro odio, alcuni che rendono pan per focaccia ai recensori in mala fede e perfino la nemesi del sito del gufo, un servizio rivolto agli albergatori per fornire "recensioni" su ospiti problematici, rigorosamente scritte da altri albergatori.

Non mancano i web-guru (anche italiani) che dopo aver venduto posizionamento sui motori e keywords dal successo garantito, ammaliano gli stessi clienti offrendosi di sterminare le recensioni farlocche e perfino di portare l'odiatissimo sito in tribunale a colpi di class-action.

Credo che il settore turistico sia uno tra i più rivoluzionati da internet, non solo per la possibilità di organizzare il giro del mondo senza spostare il posteriore dalla sedia ma, per il massiccio scambio di informazioni possibile direttamente tra i consumatori di ospitalità, non utilizzando solamente l'informazione del venditore o di un mediatore comunque interessato ma di altri consumatori.

Ovviamente non mancano le zone d'ombra, per stessa ammissione di Tripadvisor le recensioni false non sono rare, su Youtube si trova anche chi insegna come farle, una ricerca con Google sull'argomento produce una notevole mole di contributi (segnalo tra i tanti il [mini]post di Gianluca) e se ne parla perfino sulla carta stampata.

La corazzata Tripadvisor sa bene che la soluzione al problema è semplice, eliminare le recensioni anonime ma, il prezzo da pagare sarebbe un deciso decremento dei contributi spontanei e gratuiti della folla (a nessuno fa piacere ricevere una denuncia per diffamazione gratis?). Il tentativo di collegare il profilo dell'utente a quello su Facebook va in questa direzione ma è chiaro che non c'è la volonta di regalare la folla di collaboratori a costo zero alla concorrenza.

Oltre a questo motivo, a mio modesto parere, Tripadvisor è cosciente che sono proprio le recensioni negative, le stroncature, gli avvertimenti catastrofici sul pericolo di condividere il giaciglio con ratti o scarafaggi, il vero valore distintivo del proprio servizio, sono soprattutto questi i consigli che il viaggiatore fai-da-te vuole leggere.
Ed è perfettamente comprensibile, avendo a disposizione solo una o due settimane per una vacanza che dovra essere pagata anticipatamente, chiunque desidera essere rassicurato di trovare quello per cui ha pagato.

Uno dei commenti all'articolo del Corriere riguardo la disavventura dei turisti cacciati dall'hotel a causa di una recensione negativa è illuminante:

Tripadvisor però serve

21.09|14:45
La.segretaria

Forse non tutti conoscono Tripadvisor: non è un gestore di hotel, ma un sito utile per i turisti. E serve proprio per lamentarsi quando l'albergatore non ha rispettato il contratto o non ha dato evasione positiva a lamentele plausibili. Chiunque può inviare commenti positivi o negativi su alberghi che ha visitato. Certo, un eccesso di entusiasmo fa sospettare che il post sia inviato da conoscenti o dai diretti albergatori, oppure da chi non ha mai viaggiato prima ed è estasiato più dal panorama che dai disservizi spesso inaccettabili. Per esperienza ho comunque condiviso molti commenti negativi, che sono anche utili per sapere cosa ci si può aspettare…

Un vero distillato di crowdsourcing: se non sono interessato al servizio perchè dovrei contribuirvi gratis et amore Dei?

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Wed, 27 Oct 2010 03:37:52 -0700 Due consigli a Direct Line http://www.ceccato.info/due-consigli-a-direct-line http://www.ceccato.info/due-consigli-a-direct-line Provo anche io a scrivere apertamente ad un'azienda come Simone, ovviamente non avendo il suo nutritissimo seguito non mi aspetto alcuna risposta :)

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Mia moglie ed io abbiamo recentemente acquistato un'utilitaria cointestandola (solo per beneficiare di uno sconto, voi non fatelo. Mai!), essendo io già cliente Direct Line procedo spedito a fare un preventivo, valuto, confronto ma, mentre faccio tutto ciò mi assale un dubbio: se la macchina è cointestata, deve esserlo anche la polizza?
Consulto le FAQ del sito, tutte, senza trovare nulla, poco male penso, posso mandare una mail e visto che la risposta non è tempestiva magari telefono al servizio clienti.

Direct Line ha ben due numeri per il servizio clienti, uno a tariffazione ripartita per i clienti e un normale numero di rete fissa per tutti gli altri.Essendo già cliente, chiamo il primo numero, scelgo di ricevere informazioni sulla polizza e ascolto basito il seguente messaggio: "a causa dell'elevato numero di richieste non siamo in grado di risponderle, le consigliamo di riprovare o di lasciare un messaggio con il suo nome, cognome e recapito telefonico, le risponderemo entro 48 ore"!

Purtroppo ho fatto le cose di fretta, devo stipulare quanto prima la polizza perchè domani ho l'appuntamento per ritirare l'auto. Sotto pressione si tendono a fare cose poco sensate, ad esempio chiamare il numero per i non clienti sperando rispondano subito ma, che razza di servizio risponde prima agli estranei che agli amati clienti? Quello di Direct Line, che mi conferma solamente che non è possibile cointestare una polizza, "bisogna scegliere uno tra i proprietari dell'auto come unico intestatario".
Anche la gentile signorina che mi ha chiamato la mattina successiva, dopo che io ho stipulato la polizza con un'altra compagnia, conferma l'impossibilità di cointestare la polizza. Alla mail non ho ancora ricevuto risposta...


Primo consiglio: chi sceglie di aquistare un bene o un servizio in rete non cerca solo il risparmio, certo, si aspetta di spendere meno considerando che i costi di gestione di una rete di vendita tradizionale sono molto maggiori rispetto ad un bel sito di e-commerce ma, cerca soprattutto la disponibilità e la rapidità del servizio che per limiti temporali o fisici gli uffici in calce e mattoni non possono offrire. Non rispondere o rispondere entro 48 ore non sono un livello di servizio accettabile per chi compra in rete.

Secondo consiglio: se per limiti tecnici o scelte aziendali non si riesce a soddisfare una possibile e plausibile richiesta di un cliente, è meglio scriverlo nelle FAQ e segnalarlo mediante l'assistenza clienti. Da chi vende in rete ci si aspetta molta più trasparenza.

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Wed, 22 Sep 2010 11:23:58 -0700 00 per chi chiama da fuori München http://www.ceccato.info/00-per-chi-chiama-da-fuori-munchen http://www.ceccato.info/00-per-chi-chiama-da-fuori-munchen Per una strana congiunzione astrale, il prefisso telefonico della Germania è 49, preceduto da due zeri nel caso si chiami dall'Italia, mentre il prefisso della provincia di Padova è 49 preceduto da un solo zero.
Un'altra particolarissima sovrapposizione di astri ha determinato che il prefisso di Monaco di Baviera (89) sia lo stesso numero con cui inizia il numero di telefono assegnato all'azienda per la quale lavoro.
Ma nemmeno Roberto Giacobbo riuscirebbe a spiegare il motivo per cui, le rimanenti cinque cifre dell'interno di un collega corrispondano alla prima parte del numero di un Camping dislocato non distante dal Theresienwiese, un parco del capoluogo Bavarese dove annualmente si tiene una simpatica festa della birra.

Proprio in questo periodo dell'anno (almeno 5-10 telefonate al giorno) realizzo che avrei dovuto cominciare per tempo ad imparare la lingua di Goethe...

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Fri, 03 Sep 2010 10:12:29 -0700 Flying Bolognas http://www.ceccato.info/flying-bolognas http://www.ceccato.info/flying-bolognas Qualche settimana fa l'economist ha proposto un articolo in cui provava a spiegare la scarsa attenzione riservata dai politici italiani verso le istituzioni europee.
Oltre alle solite critiche a Mr unfit to lead Italy, Charlemange propone una chiave di lettura che ritengo assolutamente condivisible: i nostri politici parcheggiano le natiche a Bruxelles o Strasburgo fino a che non si presenta una buona occasione per tornare ad occupare un'italica poltrona.
L'esempio portato nell'articolo non riguarda però l'attuale Ministro degli Esteri bensì il fu Presidente della Commissione Europea:

Senior positions in European institutions hold little attraction for ambitious Italian politicians. At best, they are seen as well-paid ways of treading political water until an opportunity arises to return to the national stage. Italy’s most senior Eurocrat of recent years, Romano Prodi, who ran the European Commission between 1999 and 2004, spent much of his last year in office plotting his domestic political comeback.

Essendo già in campagna elettorale, Romano da Bologna prende penna e calamaio e scrive una commovente letterina.

Come prima cosa rivendica il carattere pro-europeo della Commissione Europea da lui presieduta; mi domando come possa riuscire la Commissione Europea ad essere anti-europea, e non riesco a rispondermi.
Poi rivela che in quel periodo proprio non aveva tempo da dedicare alle faccende italiane, infatti riusci a recarsi al Palalottomatica nel febbraio 2004 (il suo mandato scadeva nel novembre dello stesso anno) solo per una fugace rimpatriata tra amici.
Quindi la lezione di politica europea: ben due anni prima del termine del suo mandato (21-11-2004) egli già sapeva che molti governi europei sarebbero passati dal centro-sinistra al centro-destra, cioè prendeva atto di un cambiamento politico cominciato qualche anno prima.

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[Election results by political group, 1979 to 2009. Left to right - source: Wikipedia]

Nel sussulto prima del gran finale, tiene a ribardici che gli venne chiesto di candidarsi solo dopo aver terminato il suo lavoro a Brussels, dopo, non un anno e mezzo prima.

Infine, il guizzo conclusivo, a lui l'Europa è sempre piaciuta e gli piace ancora! Vedi mai che la campagna elettorale italiana dovesse prolungarsi troppo...

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Mon, 16 Aug 2010 08:53:33 -0700 Par condição http://www.ceccato.info/par-condicao http://www.ceccato.info/par-condicao Leggo sull'economist che:

From August 17th Brazilian television and radio stations must start running free political advertising, with more time going to candidates whose alliances command more seats in Congress.

sinceramente, non lo sapevo. Chissa se con cotale precedente a qualcuno verrà in mente di preparare un bel decreto amazzonico, tanto oramai siamo in campagna elettorale.

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Tue, 10 Aug 2010 10:46:36 -0700 Viele Grüße http://www.ceccato.info/viele-grusse http://www.ceccato.info/viele-grusse
Foto077

Ho provato a 'suonare' una vuvuzela. Ora, i polmoni dei tifosi sud africani godono di tutta la mia ammirazione.

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Sun, 04 Jul 2010 09:10:32 -0700 L'informazione che non informa [Pane e bugie] http://www.ceccato.info/linformazione-che-non-informa-pane-e-bugie http://www.ceccato.info/linformazione-che-non-informa-pane-e-bugie
Seguo da tempo il blog di Dario Bressanini, interessante ed accessibile nello spiegare la chimica che si nasconde in ciò di cui ci cibiamo. Ho deciso di leggere la sua seconda fatica rilegata dopo un'infelice uscita su un blog uifù (cioè wine&food perchè vino e cibo non è sufficientemente geek).

Pane-e-bugie-250

Il libro è scorrevole, ricalca lo stile che l'autore usa nel blog, anzi sembra quasi una raccolta di post, sedici storie di mala informazione, insipienza, voluta ambiguità lessicale e malafede, business travestito da equo-e-solidale.
Durante la lettura delle 300 pagine in cui si passa in rassegna una buona parte della pessima cronaca circa il cibo, è ulteriormente cresciuta la mia sfiducia nei confronti dei cosidetti professionisti dell'informazione.
Come si può scrivere di ciò che non si conosce?
Per carità, Bressanini è un integralista del pensiero scientifico ma, perfino le più nobili finalità non possono attribuire alla parola naturale, significati che questa non possiede!

E per finire, come nota amaramente l'Economist questa settimana, c'è chi, in nome di bio, continua a confondere la possibile cura con la causa della ruggine del grano.

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