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    12th December 2011

    Chiudere la stalla quando il parco buoi è già scappato

    La decisione di David Cameron mi sembra coerente con la recente politica britannica e pure con le inclinazioni eurofobe del suo elettorato (e non solo il suo).

    A ben vedere, il primo ministro britannico non aveva alternative praticabili, Londra è il maggiore centro finanziario d'Europa e sottostare ai diktat franco-tedeschi in materia finanziaria equivarrebbe a rinunciare ad una delle principali fonti di ricchezza del Paese.

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    Epperò potrebbe essere troppo tardi, come dimostra questo articolo del FT, l'esodo dei gruppi hi-tech dalla City verso la Grande Mela è già iniziato e cresce l'interesse per le borse asiatiche (chiedere ad esempio al gruppo Prada). Del resto, dovendo principalmente fornire capitali, i mercati più appetiti sono quelli maggiormente liquidi e con l'Europa sull'orlo di un credit crunch l'isola rischia di realizzare in maniera dolorosa di non essere né abbastanza grande, né abbastanza isolata dal continente.
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    Europa finanza
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    3rd September 2010

    Flying Bolognas

    Qualche settimana fa l'economist ha proposto un articolo in cui provava a spiegare la scarsa attenzione riservata dai politici italiani verso le istituzioni europee.
    Oltre alle solite critiche a Mr unfit to lead Italy, Charlemange propone una chiave di lettura che ritengo assolutamente condivisible: i nostri politici parcheggiano le natiche a Bruxelles o Strasburgo fino a che non si presenta una buona occasione per tornare ad occupare un'italica poltrona.
    L'esempio portato nell'articolo non riguarda però l'attuale Ministro degli Esteri bensì il fu Presidente della Commissione Europea:

    Senior positions in European institutions hold little attraction for ambitious Italian politicians. At best, they are seen as well-paid ways of treading political water until an opportunity arises to return to the national stage. Italy’s most senior Eurocrat of recent years, Romano Prodi, who ran the European Commission between 1999 and 2004, spent much of his last year in office plotting his domestic political comeback.

    Essendo già in campagna elettorale, Romano da Bologna prende penna e calamaio e scrive una commovente letterina.

    Come prima cosa rivendica il carattere pro-europeo della Commissione Europea da lui presieduta; mi domando come possa riuscire la Commissione Europea ad essere anti-europea, e non riesco a rispondermi.
    Poi rivela che in quel periodo proprio non aveva tempo da dedicare alle faccende italiane, infatti riusci a recarsi al Palalottomatica nel febbraio 2004 (il suo mandato scadeva nel novembre dello stesso anno) solo per una fugace rimpatriata tra amici.
    Quindi la lezione di politica europea: ben due anni prima del termine del suo mandato (21-11-2004) egli già sapeva che molti governi europei sarebbero passati dal centro-sinistra al centro-destra, cioè prendeva atto di un cambiamento politico cominciato qualche anno prima.

    Media_httpuploadwikim_ujzgb

    [Election results by political group, 1979 to 2009. Left to right - source: Wikipedia]

    Nel sussulto prima del gran finale, tiene a ribardici che gli venne chiesto di candidarsi solo dopo aver terminato il suo lavoro a Brussels, dopo, non un anno e mezzo prima.

    Infine, il guizzo conclusivo, a lui l'Europa è sempre piaciuta e gli piace ancora! Vedi mai che la campagna elettorale italiana dovesse prolungarsi troppo...

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    Europa politica
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    6th May 2010

    L'antidoto

    Jean Claude Trichet ha dimostrato il coraggio che l'establishment eurocrate non ha, forse, mai avuto.
    Lunedi ha dichiarato che la Banca Centrale Europea accetterà i titoli degli Stati membri anche se classificati "spazzatura" da tutti e tre i trombettieri dell'apocalisse (S&P, Moody's e Fitch) ed oggi lascia diplomaticamente intuire che l'autorità che presiede potrebbe acquistare sul mercato (direttamente non può farlo) il debito dei paesi membri.

    Il punto saliente della dichiarazione odierna secondo me è questo:

    European laws prevent the ECB from buying debt directly from governments in the way the United States and Britain's central banks have done during the financial crisis. However, it can get round this restriction by buying debt second-hand from banks.

    Il quantitive easing, cioè l'acquisto di proprio debito pubblico da parte della Banca Centrale, è già stato utilizzato da Stati Uniti, Regno Unito e Giappone in una situazione di tassi di interesse molto bassi, con lo scopo primario di rendere disponibile la liquidità necessaria a far ripartire i consumi.
    Ma la possibilità che il debito di un paese inguaiato come la Grecia possa essere acquistato dalla BCE funge da ottimo antidoto per gli hooligans del default.
    Certo, anche quest'antidoto amaro ha i suoi effetti collaterali (inflazione e svalutazione dell'euro) ma al momento è molto meglio del gioco delle tre carte (cit. Dany-log).
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    Europa Grecia economia
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    24th February 2010

    Anzianità vs. Vecchiaia

    Uno dei motivi, se non il motivo, per cui i tedeschi sarebbero riluttanti ad aiutare la Grecia ad uscire da un eventuale bancarotta, è rappresentato, secondo l'economist, dalla forte differenza tra i rispettivi requisiti minimi per accedere alla pensione di anzianità (57 anni per i Greci contro i 65 necessari ai Teutonici).

    Oecd


    Ho trovato questa interessante tabella elaborata dall'OCSE [originale qui] nella quale si legge che dal 2002 al 2007, i Greci pur potendo smettere di lavorare a 57 anni (58 riporta l'OCSE) hanno in media continuato fino ai 62,4 (maschi) e 60,9 (femmine) mentre i Tedeschi nonostante dovessero lavorare fino a 65 anni sono riusciti a smettere prima, rispettivamente a 62,1 i maschi e 61 le femmine.
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    Europa Germania Grecia
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    4th November 2009

    Convertitevi

    Media_httpcuriaeuropaeujcmsimagescustomlogocuriagif_ralcjbyhjfvbekd

    La decisione della Corte di Giustizia Europea circa l'esposizione del Crocifisso nelle scuole, ha dato ragione alla signora Soile Lautsi, socia italiana UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti), un'associazione molto attiva nel difendere la laicità in Italia facendo largo ricorso a simboli.
    Oltre a "Scrocifiggiamo l'Italia", mi riferisco a "Bonifica statistica" e "Bus" (anche se questa non è loro idea originale), campagne con il chiaro e legittimo obiettivo di affermare pubblicamente l'ateismo, forse un po' troppo pubblicamente secondo me.

    Se il Crocifisso in aula induce "che bambini anche di pochi anni siano costretti a subire l’inevitabile condizionamento indotto dalla presenza del simbolo di una sola confessione religiosa", può l'assenza di qualsivoglia simbolo religioso far ravvisare la pubblica affermazione dell'ateismo? Può cioè la parete vuota essere interpretata come simbolo ateo (il simbolo che Dio non esiste)?
    In attesa che la Corte si pronunci sul silenziamento di campanili e muezzin, sullo svelamento di suore e donne mussulmane, sull'interramento di chiese, moschee, sinagoghe ed ogni altro luogo di culto e l'interdizione per i testimoni di Geova a suonar campanelli, io corro a convertirmi al culto di Quelo, sperando di non far torto a nessuno.

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    P.S. l'acronimo della Corte di Giustizia Europea mi ha fatto sghignazzare un bel po' :)

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    Europa
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    20th May 2009

    Tutti gli ambasciatori del Presidente

    Il giorno dopo il mio compleanno, Barack Obama ha nominato, dopo quasi 5 mesi dalle dimissioni del predecessore, il nuovo ambasciatore statunitense in Cina: Jon Huntsman.

    Governor-huntsman-headshot
    Source: http://www.utah.gov/governor/

    Leggendo la biografia dell'ex governatore repubblicano dello Utah, si capisce che la scelta è stata attentamente ponderata e che le relazioni con la Cina rappresentano un capitolo importante nell'agenda del presidente degli Stati Uniti d'America.

    All'appello degli ambasciatori del Presidente manca ancora il successore di Kristen Silverberg, vedremo se l'Unione Europea costituisce un capitolo altrettanto importante nell'agenda dell'uomo più potente del pianeta.

    P.S. ma l'ambasciatore Riccardo Sessa lo parlerà il cinese?
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    Cina Europa Obama politica
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    20th August 2008

    Libertà di vignetta

    Sfogliando velocemente i quotidiani stranieri che ho raccattato aggratis negli aeroporti ultimamente, mi sono imbattuto in questo articolo del WSJ.
    Mi ha sinceramente sorpreso la difficoltà con cui l'Olanda affronta questo problema posto proprio a metà tra libertà religiosa e diritto di espressione.
    Pensando alla semplicità con la quale, nei Paesi Bassi, sono stati affrontati temi quali il libero consumo di droga o l'eutanasia, mi vengono i brividi al pensiero che Vauro smetta di sbeffggiare Berlusconi e si butti sulla satira religiosa...
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    Europa politica
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