ceccato.info

    • Edit
    • Delete
    • Tags
    • Autopost

    5th February 2012

    Eclisse sul fotovoltaico?

    Che gli incentivi aiutassero, fino al punto di dopare, le aziende produttrici di pannelli fotovoltaici non è mai stato un mistero.
    Che prima o poi, in particolar modo nel caso di ristrettezze per i pubblici bilanci, questi incentivi potessero sparire era perlomeno prevedibile.

    Broken

    In provincia di Padova, dove è presente un rilevante distretto di aziende produttrici, si susseguono oramai da mesi le proteste con le quali si chiede a gran voce "chiarezza" sulle normative in materia, ovvero si chiede di ripristinare gli incentivi del conto energia. Nonostante le precisazioni sulla maggiore qualità del prodotto italiano rispetto a quello cinese e sulle implicazioni ecologiche, anche i lavoratori del settore si rendono conto che senza sussidi non si vende e se non si vende, si chiude. 

    In Italia le ristrettezze al bilancio imposte dalla perdurante crisi economica non permetteranno quasi sicuramente di ripristinare gli incentivi, chi proprio vorrà l'impianto fotovoltaico sul tetto di casa sarà costretto a pagarlo di tasca propria e magari cercherà di risparmiare acquistando un prodotto cinese invece di uno a kilometri zero.
    Questo fatto non mi sorprende, al contrario di quanto accade in Germania, il primo paese Europeo per investimenti nelle energie rinnovabili in Europa, che nel 2011 ha speso ben 13 miliardi di euro in incentivi per eolico e fotovoltaico.
    Lo scorso 17 gennaio il Ministro dell'Economia tedesco Philipp Rösler ha dichiarato che il sistema di incentivi per le energie rinnovabili va rivisto e che le aziende produttrici devono affrontare la concorrenza senza poter disporre di prezzi gonfiati artificiosamente, ha quindi decretato la fine dei sussidi al settore delle energie rinnovabili tedesco.
    Gli effetti di questa dichiarazione erano già stati pesantemente scontati da alcune aziende del settore:
    • Solon SE, il primo produttore di moduli fotovoltaici ad essersi quotato alla borsa di Francoforte, il 13 dicembre 2011 dichiara lo stato di insolvenza. La filiale italiana ha recentemente annunciato che non produrrà più moduli nel nostro paese.

    • Solar Millennium AG, anch'essa quotata, ha dichiarato lo stato di insolvenza il 21 dicembre 2011.

    • Conergy AG, per molto tempo la maggiore azienda quotata del fotovoltaico teutonico, da luglio è passata sotto il controllo dei creditori che hanno accettato di convertire i loro crediti in azioni.

    • Q-Cell SE, che fu tra i maggiori produttori di pannelli fotovoltaici del mondo, ha appena concluso un accordo con gli obbligazionisti che potrebbe sancire, anche in questo caso, il passaggio di mano dell'azienda.
    Direi che siamo ad un punto di svolta, in Germania come in Italia, un intero settore produttivo verrà fortemente ridimensionato, ma potranno emergere le tecnologie veramente competitive rispetto alle fonti tradizionali, che mi auguro posano dimostrare, senza il doping degli incentivi, che il passaggio dai satelliti ai tetti delle nostre case (dei campi a terra non voglio nemmeno parlare) non era un azzardo.
    • views
    • Tweet
    • Tweet
    Europa Germania Italia Lavoro Padova economia
    • 0 responses
    • Like
    • Comment
    • Edit
    • Delete
    • Tags
    • Autopost

    11th January 2012

    L'articolo 18 e la giusta causa

    Come molti lavoratori dipendenti sapranno, anche le aziende con più di 15 dipendenti licenziano, nonostante l'esistenza dell'articolo 18 e l'obbligo di reintegro serve principalmente a spostare verso l'alto l'asticella dell'indennità pecuniaria che si negozia con l'aiuto del delegato sindacale.

    Non sono certo che tutti sappiano che nel caso in cui il datore di lavoro non corrisponda lo stipendio, la legge non ammette che ci si possa giustamente assentare dal lavoro (non mi paghi? e io non vengo più a lavorare!), in questo caso il lavoratore risulterebbe assente ingiustificato e pertanto passibile di procedimento disciplinare.
    Il mancato pagamento della retribuzione è ovviamente riconosciuto quale giusta causa di recesso dal contratto di lavoro (art. 2119 del Codice Civile), ma dopo quanto tempo il ritardo nel pagamento dello stipendio diviene giusta causa di dimissioni? E' sufficiente una settimana? Quindici giorni? Un anno?

    La legge (Statuto, CCNL, Codice Civile) non dice nulla in proposito, pertanto ci si affida alla giurisprudenza maggioritaria che ha individuato in due (2) mesi il ritardo necessario a configurare l'inadempienza contrattuale quale giusta causa di recesso.

    Inoltre, sino all'emanazione della circolare n. 97 del 2003, l'INPS negava l'iscrizione alle liste di mobilità ai lavoratori che si fossero dimessi per giusta causa, anche in questo caso è dovuta intervenire la giurisprudenza con la sentenza della Corte Costituzionale n. 269 del 17-24 giugno 2002.

    Mi domando per quale motivo le organizzazioni sindacali ed alcuni partiti politici vadano in escandescenza ogni qual volta viene ventilata l'ipotesi di abrogare il famigerato articolo 18 mentre non si preoccupano di far legiferare in merito al ritardo oltre il quale al lavoratore è data la possibilità di dimettersi per giusta causa.
    • views
    • Tweet
    • Tweet
    lavoro politica sindacati
    • 0 responses
    • Like
    • Comment
    • Edit
    • Delete
    • Tags
    • Autopost

    8th September 2011

    La crisi aumenta gli iscritti?

    La crisi ha incrementato le iscrizioni ai sindacati? L'incertezza o la paura generata dalla stagnante situazione economica hanno spinto qualche lavoratore in più dei soliti a prendere la tessera?
    A leggere frettolosamente i dati pubblicati dalle maggiori sigle sindacali sembra di no, il numero di iscritti alle organizzazioni sindacali cresce poco ma cresce oramai da molti anni.
    Gfx
    Negli ultimi due anni però i posti di lavoro persi sono stati centinaia di migliaia, per cui la seppur modesta crescita degli iscritti dovrebbe suggerire che, tra chi continua a lavorare, è aumentato il numero degli iscritti alle organizzazioni sindacali.
    Avevo voglia di verificare questa ipotesi e fortunatamente sia CGIL che CISL mettono a disposizione i dati degli iscritti per categoria, questa informazione è fondamentale considerando che (la notizia è oramai di dominio pubblico) la categoria più rappresentata dai sindacati è quella dei pensionati, in pratica circa la metà degli iscritti di CGIL e CISL sono ex lavoratori.
    Non è probabilmente notizia altrettanto nota ma, la seconda categoria di iscritti alle organizzazioni sindacali più numerosa dopo i pensionati è quella dei lavoratori della funzione pubblica, lavoratori che non hanno perso il lavoro in questi anni e vanno quindi esclusi dall'analisi. Istat fornisce il dato necessario per il confronto, il numero di lavoratori dipendenti.
    Tab
    Nonostante la diminuzione di 336mila unità negli ultimi due anni, i lavoratori dipendenti sono aumentati di circa un milione negli ultimi sei, sinceramente il dato mi stupisce, non avevo notato tutta questa dinamicità nel mercato del lavoro, considerando anche il fatto che di quel milione di posti in più dal 2004 al 2010, il 72% sono a tempo indeterminato.
    La risposta alle mie domande è dunque affermativa, gli iscritti "depurati" da pensionati e pubblici dipendenti, sono aumentati ad un tasso mediamente doppio rispetto a quello con cui è aumentato il totale degli iscritti dei due maggiori sindacati italiani.
    Nel 2009 il tasso di crescita degli iscritti "depurati" è stato più che doppio rispetto al totale, dei circa 61mila nuovi iscritti, 63mila non erano né pensionati né dipendenti della funzione pubblica (diminuiti quindi di circa 2mila unità).
    Nel 2010 questa differenza passa a circa 5 volte (+0,21% di nuovi iscritti totali rispetto ad un +0,97%) e mentre il totale dei nuovi iscritti ammonta a circa 22mila i nuovi iscritti "depurati" sono circa 42mila!
    NOTA: non ho incluso UIL in quanto fornisce i dati disaggregati per categoria solo dal 2007. Dal computo andrebbero depurati anche i disoccupati (la CGIL tessera anche chi non lavora) e i transfrontalieri ma essendo numeri modesti e non avendo troppo tempo a disposizione, non l'ho fatto. Se a qualcuno interessano i numeri che si trovano in questo post, li può scaricare qui.  
    • views
    • Tweet
    • Tweet
    lavoro sindacati
    • 0 responses
    • Like
    • Comment
    • Edit
    • Delete
    • Tags
    • Autopost

    9th August 2011

    I cercatori di lavoratori

    Ho attraversato mesi impegnativi sotto il profilo professionale, durante i quali ho profuso parecchie energie alla ricerca di una nuova occupazione. Durante questo intenso periodo di colloqui, telefonate, e riscritture del curriculum, ho accumulato qualche considerazione sulle società di selezione e sui cambiamenti che questa professione sta attraversando, il blog mi pare il posto giusto per condividerle.

    Images

    Per molti si tratta di un'ovvietà, in quanto riguarda l'inesorabile risalita delle multinazionali della somministrazione (le agenzie interinali per capirci) che, dopo aver monopolizzato il collocamento della parte bassa della piramide dei lavoratori, ovvero delle professionalità meno pagate, si sono rapidamente spostate verso gli impiegati, i capi ufficio, i capi reparto e quadri intermedi e non necessariamente per concludere contratti di somministrazione. 

    Personalmente nutrivo delle perplessità sulle agenzie interinali, ai miei occhi il loro lavoro di ricerca e selezione appariva la versione industriale di un lavoro che mi ero sempre immaginato come quello di un artigiano. Molte ricerche condotte parallelamente, scarsa specializzazione dei selezionatori, troppa fretta nella gestione dell'iter di selezione, erano il motivo per cui cercavo di preferire le offerte proposte dalle società di mera selezione, convinto che le due tipologie di aziende seguissero tipologie differenti di aziende e offrissero posizioni differenti.

    Non saprei dire con esattezza da quando, ma ora so con certezza che l'isolamento, di cui hanno goduto per anni le grandi e piccole società di pura selezione (da Michael Page in giù per capirci), è definitivamente terminato e i nuovi concorrenti sono veramente agguerriti. Oramai anche aziende di grandi e grandissime dimensioni, che non erano solite affidare la selezione dei "responsabili di funzione" alle agenzie interinali hanno cambiato atteggiamento.

    Del resto i nuovi venuti non hanno fatto leva unicamente su ciò che già avevano a disposizione (presenza capillare sul territorio, enormi database di candidati, rapidità di esecuzione e prezzi più bassi) ma si sono strutturati come i vecchi concorrenti, con divisioni e selezionatori dedicati: Permanent Placement (Adecco), Professionals e Search & Selection (Randstad), Experis (Manpower) e via di questo passo.

    Insomma, se siete alla ricerca di lavoro non fate gli schizzinosi, i cercatori di lavoratori sono cambiati e lavorano anche per voi.

    • views
    • Tweet
    • Tweet
    Lavoro
    • 2 responses
    • Like
    • Comment
  • Fabrizio Ceccato's Posterous


    33417 Views

    Twitter
  • Search

  • Tags

    • Cina (21)
    • politica (17)
    • economia (14)
    • vino (9)
    • Europa (8)
    • facezie (8)
    • google (8)
    • tasting panel (7)
    • Germania (6)
    • finanza (6)
    • posterous (5)
    • vacanze (5)
    • Lavoro (4)
    • disinformazione (4)
    • Hal (3)
    • Obama (3)
    • Padova (3)
    • Safilo (3)
    • Svezia (3)
    • informazione (3)
    • uannabe (3)
    • 2009 (2)
    • Grecia (2)
    • Italia (2)
    • LinkedIn (2)
    • Pannella (2)
    • fisco (2)
    • h-farm (2)
    • sindacati (2)
    • 2010 (1)
    • Airone (1)
    • Alitalia (1)
    • Attivissimo (1)
    • Brasile (1)
    • Bressanini (1)
    • Diadora (1)
    • Enel (1)
    • Fiat (1)
    • Francia (1)
    • Levio Loris (1)
    • Libia (1)
    • Meritocrazia (1)
    • Trenitalia (1)
    • Tripadvisor (1)
    • Università (1)
    • Veneto-In (1)
    • Venezuela (1)
    • bastardi (1)
    • crowdsourcing (1)
    • e-book (1)
    • e-ink (1)
    • ipse2000 (1)
    • lean (1)
    • scalfarotto (1)
    • simplicissimus (1)
  • Archive

    • 2012 (4)
      • February (2)
      • January (2)
    • 2011 (13)
      • December (1)
      • November (5)
      • September (2)
      • August (1)
      • July (1)
      • May (1)
      • March (1)
      • January (1)
    • 2010 (21)
      • November (1)
      • October (1)
      • September (2)
      • August (2)
      • July (1)
      • June (2)
      • May (3)
      • April (2)
      • March (2)
      • February (3)
      • January (2)
    • 2009 (45)
      • December (1)
      • November (5)
      • October (4)
      • September (6)
      • August (1)
      • July (4)
      • June (8)
      • May (3)
      • April (2)
      • March (5)
      • February (4)
      • January (2)
    • 2008 (51)
      • December (2)
      • November (6)
      • October (7)
      • September (15)
      • August (16)
      • July (4)
      • June (1)
  • Get Updates

    Follow this Space »
    You're following this Space (Edit)
    You're a contributor here (Edit)
    This is your Space (Edit)
    Follow by email »
    Get the latest updates in your email box automatically.
    Loading...
    Subscribe via RSS

Copyright ceccato.info

Posterous Themes by Obox Design